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Se
pensiamo che Venezia e la sua laguna sono state elevate al
rango di "Patrimonio dell'Umanità" solo nel 1987,
ben si può comprendere il valore "anticipatorio"
dell'articolo in questione (1980), e apprezzare la portata innovativa
di quel gironzolare a vela in una sterminata, intricatissima e
semisconosciuta distesa d'acqua.
Ne erano protagonisti i ragazzi italiani che all'epoca, per conoscere
l'arte della vela, erano approdati alla scuola dei Glenans, in
Francia, al largo della Bretagna. Sul finire degli anni '70 erano
talmente numerosi da decidere di ricercare anche nel loro Bel Paese un
contesto acqueo di pari valore e tradizione marinaresca.
«Nel
1980 e ’81 [i Glenans] erano a
San Giuliano per saggiare il luogo, ospiti della Società
Canottieri Mestre;
vi ritornarono nell'82
per
il primo
corso sperimentale con allievi: base nell’ex Colonia Elioterapica
e campeggio nautico in giro per
la laguna. Ad
aiutarli fra ghebi e barene lo scout lagunare
Roberto Naccari
, ad ammirarli e conoscerli i soci fondatori del
Circolo Arci Vela
G. Casanova
, da un anno insediati nell’ex Colonia di San Giuliano.
I Quaderni del Sile19
ne immortalarono la rivoluzionaria proposta formativa, con l’invito,
a fine articolo, a non perdere le «…cromatiche vele dei topi
[che] si fondono per cinque occasioni all’anno, in stupende regate per acque interne.»
Furono
questi venti di cultura e tradizione che qualche anno dopo spinsero i
giovani casanoviani autori di “Soravento”
all’acquisizione di una sanpierota a
l terzo, mentre i topanti di Sant’Elena si costituivano nel
1988 in
“
Associazione Vela al
terzo di Venezia”»
[Tratto
dall'ediz. 2008 di "Vela al
Terzo a Venezia]
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Nota 19 “Quaderni del Sile”
prima rivista italiana che si occupò di fiumi e
acque interne anche sotto l’aspetto sociale e formativo. Pubblicata a
partire dal mese di maggio 1978, ideata dallo scrittore Cino Boccazzi e
successivamente diretta da Alberto Passi.
Nel
primo numero del 1982 si legge «A
Venezia i Glénans vogliono rilanciare l'interesse per le lagune, i
canali navigabili, le barene, le valli da pesca, nella convinzione che
Venezia non può lasciar degradare l'ambiente che la circonda senza
perdere una parte essenziale della sua identità».
La volontà insomma, é quella di favorire la diffusione della vela, non
fine a se stessa, ma sulle premesse di quanto già fatto in Francia e
altrove, aperta a
tutti, ma specialmente ai veneziani, con particolare attenzione alla
cultura lagunare, l'abbinamento alla
voga veneta e
l'utilizzo di imbarcazioni tipiche.
La
pubblicazione cessò nel settembre 1983.
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